Alessandro MancinelliAvvocato · Ancona
Marchi · Approfondimento

Registrazione del marchio europeo e internazionale: come proteggere il marchio all'estero

La registrazione del marchio europeo, presso l'EUIPO, protegge il marchio con un'unica domanda in tutti i 27 Stati dell'Unione europea; il marchio internazionale, presso la WIPO, estende un marchio italiano o europeo ai Paesi scelti, dentro e fuori l'Unione. Le tasse di base partono da 850 euro per il marchio europeo e da 653 franchi svizzeri per quello internazionale, più le tasse dei singoli Paesi. La scelta dipende da dove l'impresa vende oggi e dove pensa di vendere nei prossimi anni.

Avv. Alessandro Mancinelli – aggiornato al 7 novembre 2026

Perché il marchio italiano non basta all'estero

Il marchio vale solo nel territorio dello Stato o dell'area in cui è registrato: è il principio di territorialità. Un marchio registrato all'UIBM protegge l'Italia; in Francia, in Germania o negli Stati Uniti lo stesso nome può essere libero, oppure già registrato da altri.

Per un'impresa che esporta o vende online all'estero, il rischio è doppio: non poter fermare chi copia il marchio nei mercati esteri e, peggio, dover cambiare nome in un Paese dove un terzo ha registrato prima un marchio uguale o simile.

Il marchio dell'Unione europea

Il marchio dell'Unione europea (in passato "marchio comunitario") è regolato dal Regolamento (UE) 2017/1001 e si deposita all'EUIPO, l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, con sede ad Alicante.

Le caratteristiche principali:

  • unitarietà: un'unica domanda, in una sola lingua, protegge il marchio in tutti i 27 Stati membri; il marchio si registra, si trasferisce o si annulla per l'intera Unione;
  • procedura: l'EUIPO esamina i requisiti formali e gli impedimenti assoluti (per esempio la mancanza di carattere distintivo), ma non ricerca d'ufficio i marchi anteriori; dopo la pubblicazione i titolari di diritti anteriori possono presentare opposizione entro tre mesi;
  • durata: dieci anni dalla data di deposito, rinnovabili per periodi di dieci anni;
  • uso: per evitare la decadenza il marchio deve essere usato in modo effettivo nell'Unione entro cinque anni dalla registrazione, ma non in ogni Stato.

Il punto debole è lo stesso dell'unitarietà: un marchio anteriore anche in un solo Stato membro può bloccare la registrazione per tutta l'Unione. In quel caso la domanda europea può essere trasformata in domande nazionali negli Stati in cui non c'è conflitto, conservando la data di deposito.

Il marchio internazionale (sistema di Madrid)

Il sistema di Madrid, gestito dall'OMPI-WIPO di Ginevra, permette di estendere un marchio già depositato o registrato (il marchio di base) a uno o più dei Paesi aderenti al Protocollo di Madrid, con un'unica domanda e un unico pagamento. Ne fanno parte, tra gli altri, l'Unione europea, il Regno Unito, la Svizzera, gli Stati Uniti, la Cina e il Giappone.

Come funziona:

  • la domanda si presenta tramite l'ufficio del marchio di base: l'UIBM per un marchio italiano, l'EUIPO per un marchio europeo;
  • la WIPO controlla gli aspetti formali, registra il marchio internazionale e lo trasmette agli uffici dei Paesi designati;
  • ogni ufficio nazionale esamina il marchio secondo la propria legge e può rifiutarlo per il proprio territorio entro termini prestabiliti (di regola 12 o 18 mesi);
  • la registrazione internazionale dura dieci anni ed è rinnovabile con un'unica domanda alla WIPO.

Due aspetti da conoscere:

  • dipendenza dal marchio di base: per cinque anni dalla registrazione internazionale, se il marchio di base viene rifiutato, annullato o non rinnovato, cade anche la protezione internazionale (il cosiddetto "attacco centrale"); è possibile trasformarla in domande nazionali entro tre mesi;
  • perimetro: i prodotti e servizi indicati non possono essere più ampi di quelli del marchio di base.

Marchio europeo o internazionale: il confronto

Aspetto Marchio dell'Unione europea Marchio internazionale
Ufficio EUIPO (Alicante) WIPO (Ginevra), tramite UIBM o EUIPO
Territorio tutti i 27 Stati UE, insieme solo i Paesi designati, anche fuori dall'UE
Presupposto nessuno un marchio di base italiano o europeo
Esame unico, per tutta l'UE separato, Paese per Paese
Rischio principale un anteriore in un solo Stato blocca tutto dipendenza dal marchio di base per cinque anni
Uso richiesto nell'UE (non in ogni Stato) secondo la legge di ciascun Paese
Gestione un titolo unico una registrazione, effetti nazionali distinti

Quanto costano

Marchio dell'Unione europea (tasse EUIPO per il deposito online):

  • 850 euro per la prima classe;
  • 50 euro per la seconda classe;
  • 150 euro per ogni classe dalla terza in poi.

Marchio internazionale (tasse WIPO):

  • tassa di base di 653 franchi svizzeri, o 903 franchi se il marchio è riprodotto a colori;
  • tasse per ciascun Paese designato, che variano molto da Paese a Paese e, per alcuni, in base al numero di classi; la WIPO mette a disposizione un calcolatore ufficiale delle tasse.

A queste si aggiungono, per il marchio internazionale, i costi del marchio di base. L'onorario del professionista per il marchio europeo e internazionale si definisce con un preventivo, in base a Paesi, classi ed eventuali ricerche di anteriorità all'estero.

L'EUIPO gestisce ogni anno il Fondo PMI (SME Fund), che rimborsa una parte delle tasse di deposito: il 75% per i marchi nazionali ed europei e il 50% per quelli internazionali, fino a 700 euro per impresa. Il voucher va chiesto prima del deposito. Per il 2026 i voucher per marchi e disegni sono stati chiusi il 23 aprile per esaurimento dei fondi; l'EUIPO ne ha indicato una possibile riapertura a novembre 2026, quindi prima di depositare conviene verificarne la disponibilità sul sito dell'EUIPO.

La priorità di sei mesi

Chi deposita un marchio in Italia ha sei mesi per depositarlo all'estero (all'EUIPO o in altri Paesi aderenti alla Convenzione di Parigi) rivendicando la priorità: la domanda estera viene trattata come se fosse stata presentata nella stessa data della prima domanda italiana.

È uno strumento molto utile per le PMI: consente di depositare subito in Italia, a costi contenuti, e di decidere entro sei mesi se estendere la protezione, senza perdere la data. Superati i sei mesi la priorità non si può più rivendicare, e un deposito altrui nel frattempo diventa anteriore.

Come scegliere

Alcune indicazioni pratiche:

  • vendite in più Stati UE, presenti o previste: il marchio dell'Unione europea è di solito la scelta più semplice ed economica;
  • mercati extra UE (Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Cina): serve il sistema di Madrid o depositi nazionali diretti;
  • uno o due Paesi UE soltanto, con rischio di conflitti con marchi anteriori locali: depositi nazionali mirati, o una registrazione internazionale che designa solo quei Paesi, possono essere più prudenti;
  • marchio europeo e internazionale insieme: è frequente depositare il marchio europeo e usarlo come base per estendere la protezione fuori dall'Unione.

In ogni caso, prima di depositare all'estero serve una ricerca di anteriorità nei territori di interesse: un marchio libero in Italia può non esserlo altrove. Il test sul marchio aiuta a capire da dove partire.

Errori da evitare

  • Aspettare di essere già presenti all'estero per registrare: nel frattempo altri possono depositare il nome.
  • Lasciar scadere i sei mesi di priorità senza decidere.
  • Depositare un marchio europeo senza ricerca di anteriorità nei 27 Stati.
  • Usare come base un marchio italiano debole o contestabile, che nei primi cinque anni può far cadere anche la registrazione internazionale.
  • Ampliare l'elenco di prodotti e servizi nella domanda internazionale oltre quello del marchio di base: non è ammesso.
  • Dimenticare la Cina o gli Stati Uniti se lì si produce o si vende: sono mercati in cui i depositi da parte di terzi sono frequenti.

Esempio pratico

Un'azienda della provincia di Ancona che produce borse in pelle ha depositato il marchio italiano il 15 settembre 2026 in classe 18. Vende già in Francia e Germania e sta trattando con un distributore negli Stati Uniti.

  1. Entro il 15 marzo 2027 (sei mesi) deposita il marchio dell'Unione europea in classe 18 rivendicando la priorità italiana: tasse EUIPO 850 euro.
  2. Sulla base della domanda europea presenta, tramite l'EUIPO, una domanda internazionale che designa gli Stati Uniti: tassa di base WIPO di 653 franchi svizzeri (il marchio è in bianco e nero) più la tassa individuale per gli Stati Uniti, calcolata con lo strumento della WIPO.
  3. Prima del deposito fa svolgere una ricerca di anteriorità nell'Unione europea e negli Stati Uniti e verifica sul sito dell'EUIPO la disponibilità dei voucher del Fondo PMI.

Riferimenti normativi

  • Regolamento (UE) 2017/1001 sul marchio dell'Unione europea, artt. 1, 7, 8, 18, 34, 46, 52, 139
  • Protocollo relativo all'Accordo di Madrid concernente la registrazione internazionale dei marchi (1989), artt. 3, 3-bis, 5, 6, 9-quinquies
  • Convenzione di Unione di Parigi per la protezione della proprietà industriale, art. 4 (priorità)
  • D.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (codice della proprietà industriale), artt. 4 e 15
  • EUIPO, tasse per il marchio dell'Unione europea; WIPO, tabella delle tasse del sistema di Madrid

Domande frequenti

Quanto costa registrare un marchio europeo?

Le tasse dell'EUIPO per il deposito online sono 850 euro per una classe, 50 euro per la seconda e 150 euro per ogni classe dalla terza in poi. Un marchio in tre classi costa quindi 1.050 euro di tasse. A queste si aggiunge l'onorario del professionista, che per il marchio europeo si definisce con un preventivo.

Il marchio europeo vale anche nel Regno Unito e in Svizzera?

No. Il marchio dell'Unione europea vale solo nei 27 Stati membri. Dal 1° gennaio 2021 non copre più il Regno Unito, e non ha mai coperto la Svizzera. Per questi Paesi serve un deposito nazionale oppure una registrazione internazionale con il sistema di Madrid che li designi.

Che differenza c'è tra marchio europeo e marchio internazionale?

Il marchio europeo è un unico titolo, rilasciato dall'EUIPO, che vale insieme in tutti i 27 Stati UE. Il marchio internazionale è una registrazione presso la WIPO che parte da un marchio di base italiano o europeo e produce effetti come un fascio di marchi nazionali nei Paesi scelti, anche fuori dall'Unione. Spesso si usano entrambi.

Posso registrare il marchio all'estero dopo averlo depositato in Italia?

Sì. Entro sei mesi dal deposito italiano si può depositare all'estero rivendicando la priorità: la domanda estera prende la data di quella italiana. Anche dopo i sei mesi l'estensione è possibile, ma senza priorità: conta la data del nuovo deposito e nel frattempo altri potrebbero aver registrato un marchio uguale o simile.

Quanto dura un marchio europeo o internazionale?

Dieci anni. Il marchio dell'Unione europea dura dieci anni dalla data di deposito; la registrazione internazionale dura dieci anni dalla data di registrazione. Entrambi si rinnovano per periodi di dieci anni, senza limiti, pagando le tasse di rinnovo all'EUIPO o alla WIPO.

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Avv. Alessandro Mancinelli – aggiornato al 7 novembre 2026

Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.