1. Scegliere un nome che descrive il prodotto
Un segno che si limita a descrivere ciò che si vende, come "Pane Fresco" per un forno, difficilmente può essere registrato e, se lo è, offre una tutela debole. I marchi più forti sono quelli di fantasia o che evocano il prodotto senza descriverlo.
2. Depositare senza una ricerca di anteriorità
L'ufficio marchi italiano non verifica d'ufficio se esistono marchi anteriori simili. Può accadere quindi di ottenere la registrazione e ricevere, poco dopo, un'opposizione o una diffida dal titolare di un marchio precedente. Una ricerca preliminare costa molto meno di un rebranding.
3. Sbagliare le classi
Il marchio è protetto solo per i prodotti e servizi indicati nella domanda, suddivisi nelle 45 classi della Classificazione di Nizza. Dimenticare una classe, ad esempio i servizi di vendita online accanto ai prodotti, lascia scoperta una parte dell'attività.
4. Intestare il marchio alla persona sbagliata
Il marchio intestato al socio, al grafico che ha disegnato il logo o a una società del gruppo diversa da quella che lo usa crea problemi in caso di uscita di un socio, cessione d'azienda o lite. Chi è il titolare va deciso prima del deposito e documentato con contratti chiari.
5. Dimenticare l'uso e i rinnovi
Il marchio dura dieci anni ed è rinnovabile, ma se non viene usato per cinque anni consecutivi può essere dichiarato decaduto. Conservare prove d'uso (fatture, cataloghi, pagine web datate) e annotare le scadenze è parte della tutela.
Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.